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Attualità
 
Dai cellulari alle auto, la rivoluzione energetica passa dall'idrogeno

«Cosa brucerà l’uomo quando sarà finito il carbone?» – si chiedeva uno dei personaggi di Jules Verne nel romanzo “L’isola misteriosa”. E la risposta già allora – e stiamo parlando del lontano 1874 – era stata l’acqua. Acqua come avvenire del carbone. Inizia più o meno così la nostra conversazione con il dottor Angelo Moreno, ricercatore dell’Enea – Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile – che ci ha condotto in un viaggio alla scoperta dell’eccezionale importanza delle nuove tecnologie che sfruttano l’idrogeno. Nel dettaglio, il principio di base di una cella a combustibile è uguale a quello delle comuni batterie che trasformano un composto chimico in elettricità. La differenza è che qui sono pile continue e le celle a combustibile sono alimentate dall’esterno: entrano idrogeno e aria ed esce elettricità. Tra le tante applicazioni possibili le celle a combustibile si prestano bene per i trasporti. Le maggiori case automobilistiche e i principali produttori di energia interpellati dall’Unione Europea a proposito della mobilità del futuro hanno risposto che da qui a 30 anni il trasporto pubblico sarà elettrico e le celle a combustibile potrebbero essere la soluzione chiave. Le auto elettriche a batteria, infatti, hanno un tempo di ricarica abbastanza elevato e un’autonomia limitata. Le auto con celle a combustibile, invece, sono dotate di un serbatoio a idrogeno: si fa il “pieno dall’idrogenaio” in tempi comparabili a quelli attuali e l’autonomia, al momento, è di qualche centinaio di Km. Con tutta probabilità, però, l’auto del futuro sarà ibrida: a celle combustibili e a batteria, per consentire di sfruttare i vantaggi di entrambe le tecnologie. Le auto elettriche possono, infatti, recuperare energia in frenata. Un’energia che altrimenti andrebbe persa, e che aumenta l’efficienza del veicolo. Per ora nel mondo esistono solo 250 distributori a idrogeno, in Italia 3 in tutto. Bolzano, poi, sta collaborando con la Germania e l’Austria per posizionare dei distributori di questo tipo lungo l’autostrada del Brennero, dando vita così all’autostrada dell’idrogeno.

Fonte: gogreen.virgilio.it 14 giugno 2012
 
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