Didascalia

Martedì 16 gennaio 2024 sono entrate ufficialmente in vigore le ordinanze che impongono il limite di velocità a 30 km/h in gran parte del Comune di Bologna. In seguito ai controlli effettuati dalla Polizia Locale, alcune persone sono state già multate – la prima è stata un uomo che andava a 39 km/h – e la misura ha già scatenato polemiche e reazioni di ogni tipo (sia in positivo che in negativo).

 

Non è difficile capire il motivo: da un lato la decisione del Comune di Bologna - primo in Italia a diventare una città a 30 km/h - vuole migliorare la sicurezza sulle strade, riducendo il rischio di incidenti gravi specialmente per pedoni, ciclisti e motociclisti; dall'altro, se si usa abitualmente l'automobile per spostarsi, si è consapevoli che riuscire a mantenere un'andatura così lenta è complicato, sia dal punto di vista della sensibilità sul pedale dell'acceleratore sia, di conseguenza, sulla necessità di guardare continuamente il contachilometri, distogliendo lo sguardo dalla strada.

 

Ecco perché è importante che la misura abbia davvero degli effetti positivi concreti sulla riduzione del numero di incidenti con vittime.

I dati provenienti dalle città europee che hanno già da tempo introdotto questo limite evidenziano che il numero di incidenti che hanno provocato vittime è diminuito del 18% grazie all'introduzione del limite a 30 km/h.

 

Inoltre, l'introduzione di strutture fisiche o dispositivi strumentali - come i dossi rallentatori o i rilevatori di velocità - incide positivamente su una riduzione maggiore degli incidenti con vittime. Si è visto, infatti, che - in loro assenza - gli automobilisti tendono a mantenere più o meno la stessa velocità media che tenevano prima dell'imposizione del limite a 30 km/h o a diminuirla di poco.

 

Fonte: https://www.geopop.it/ 

Leggi l’articolo nella versione integrale

Pubblicato 26/01/2024