Didascalia

Per la prima cittadina di Parigi, la capitale francese è preda de «l’anarchie destrottinettes», l’anarchia dei monopattini elettrici. Non è una presa della Bastiglia, anche se la ricorrenza è vicina, ma poco ci manca. Perché “la marche destrottinettesélectriques”, come viene enfatizzata da diversi quotidiani francesi, sta mettendo in affanno la capitale. Tanto che adesso si studiano le adeguate contromisure per arginare un fenomeno che ha avuto un successo inatteso. Il rischio, però, è di azzoppare la micromobilità urbana sostenibile.
Da quando sono stati introdotti sulle strade di Parigi, nel giugno 2018, per limitare le emissioni del traffico urbano, i monopattini elettrici a noleggio si sono diffusi in modo inatteso. Se ne contano diverse decine di migliaia (almeno 20mila) e, lamentano sempre più parigini, circolano ovunque, in strada come sui marciapiedi, a velocità spesso sostenute (tra i 25 e i 30 km/h) e rappresentano un potenziale pericolo sia per chi li guida, sia per i pedoni, i motociclisti e i conducenti delle autovetture.
L’Assemblea Nazionale è recentemente intervenuta varando diverse disposizioni ad hoc per i monopattini elettrici: divieto di utilizzo lungo i marciapiedi, limite massimo di velocità a 20km/h, l’obbligo di luci e catarifrangenti, l’obbligo di un dispositivo che segnali acusticamente il mezzo ma, a sorpresa, niente casco obbligatorio. Che resta caldamente consigliato, ma non è imposto.
Disposizioni tutto sommato morbide. Parigi, da parte sua, c’è invece andata un po’ più pesante: limite di 8km/h nelle aree pedonali, divieto d’uso nei parchi, contravvenzioni per parcheggi che intralciano la circolazione stradale e pedonale e, soprattutto, una tassa per gli operatori che gestiscono il mercato dello sharing. Iniziativa, quest’ultima, che è stata subito bollata dagli addetti ai lavori come un tentativo di fare cassa che nulla ha a che vedere con la sicurezza stradale.

 

Fonte: impact.startupitalia.eu– 11giugno 2019

Pubblicato 12/07/2019