Didascalia

Se la decarbonizzazione costituisce il naturale punto numero 1 delle strategie europee e mondiali di salvezza del Pianeta, l’investimento massiccio e di lungo termine sulla mobilità sostenibile ne rappresenta la prima, necessaria appendice. Anche solo rimanendo in Italia e in Europa, il settore dei trasporti è infatti responsabile di circa il 30% delle emissioni totali di anidride carbonica, di cui il 78% prodotte dal solo trasporto stradale. Non è dunque un caso che alle modalità ecologiche di mobility sia dedicato il secondo degli otto punti del Piano nazionale per la Transizione Ecologica (PTE).

Cosa fare allora per ridurre l’impatto delle emissioni dei trasporti? Prima di tutto occorre creare le condizioni perché circolino meno mezzi a utilizzo individuale, e perché si utilizzino maggiormente delle modalità collettive, specie su rotaia. Nel nostro Paese, il trasporto privato (macchine e motocicli) incide per circa il 56% delle emissioni complessive del settore (peso relativo aumentato di 3,4 punti percentuali dal 1990 al 2019) contro il 22% attribuibile agli autobus e ai trasporti pesanti (-9,6 punti percentuali di peso relativo nello stesso periodo). Le ferrovie contribuiscono invece in maniera assolutamente marginale, con un peso relativo (0,1%) che dal 1990 si è persino ridotto di circa 0,5 punti percentuali

Investimenti sulle modalità di trasporto pubbliche e condivise, dunque. Ma al contempo necessità di sostituire completamente il parco mezzi, transitando dai veicoli a trazione carburante fossile a quelli che utilizzano fonti di alimentazione ecologiche: elettricità, idrogeno, biocarburanti. 

E poi c’è la vastissima questione delle forme di mobilità alternativa o sostitutiva: ciò vale per i percorsi pedonali e ciclabili così come per le infrastrutture digitali che rendono superflui gli spostamenti. È il tema urbanistico della ‘città di prossimità’ (o 'città dei 15 minuti') e delle smart city, dove la disponibilità di condizioni fisiche e immateriali rende possibile collegare più adeguatamente le persone con il loro territorio, rendendo inutile il ricorso a mezzi inquinanti ed energivori.

Fonte: gazzettadellemilia.it – 22 agosto 2022

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Pubblicato 15/09/2022