Didascalia

Metterci alla guida di un'auto ubriachi è quanto di peggio possiamo fare a noi stessi e agli altri, un'azione pericolosissima da evitare categoricamente, senza appello. Un nuovo studio però rivela che anche guidare assonnati può portare agli stessi pericoli.
La ricerca è stata condotta per il parlamento australiano e afferma: chi si mette alla guida dopo esser stato sveglio per più di 17 ore è paragonabile a chi è sotto l'effetto dell'alcol, in quanto a tempi di reazione, allerta e giudizio. Il report cita anche una recente analisi condotta dalla “AAA Foundation” per la sicurezza stradale, che ha scoperto come una percentuale che va dall'8,8 al 9,5% di tutti gli incidenti totali in Australia coinvolga persone stanche colpite da sonnolenza improvvisa.
Negli USA la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) rivela che 795 persone siano morte per la stanchezza/sonnolenza nel 2017, con la maggior parte degli incidenti avvenuta fra mezzanotte e le 6 del mattino, così come nel tardo pomeriggio - orari chiave per il ritmo circadiano che regola veglia e sonno.
La ricerca ha svelato anche che bere caffè e drink energetici per rimanere svegli può sì aiutare, ma solo fino a un certo punto, poiché è possibile comunque incappare in momenti di "microsonno" durante i quali si perde completamente conoscenza per 4-5 secondi - ovvero si rischia di percorrere quasi 100 metri al buio guidando a circa 90 km/h. Il consiglio della NHTSA è ovviamente quello di spezzare i lunghi viaggi e riposarsi durante il cammino, senza mai sottovalutare la stanchezza.

 

Fonte: auto.everyeye.it – 6 maggio 2019

Pubblicato 07/05/2019