Didascalia

Il settore dei trasporti è l’unico che, dal 1990, ha aumentato le proprie emissioni e oggi è il responsabile di circa il 25% del totale dei gas climalteranti in Italia, tanto quanto il settore energetico. Gli accordi stabiliti nella conferenza di Parigi del 2015 impegnano anche il nostro Paese al raggiungimento di obiettivi precisi, per contrastare il cambiamento climatico. Sulle strade delle nostre città, quindi, si gioca una partita decisiva, tanto che le pubbliche amministrazioni sono alla ricerca della ricetta giusta per garantire ai cittadini la libertà di muoversi senza ammorbare l’aria che respirano. 

 

In aiuto di sindaci e amministratori giunge il terzo rapporto sulla mobilità sostenibile in Italia, che ha preso in considerazione numerosi dati di 43 città, tutti i capoluoghi con una popolazione di almeno 100mila abitanti. Tantissime le voci analizzate per la composizione del mosaico del trasporto: livello di inquinamento dei veicoli del servizio pubblico e dei mezzi privati; piste ciclabili; servizi di sharing mobility come bici e monopattini elettrici; salute e sicurezza; parcheggi scambiatori e logistica, come le colonnine di ricarica dei mezzi elettrici. Tutti questi dati sono stati elaborati, per arrivare a un punteggio in grado di valutare e confrontare la mobilità in ogni città esaminata: il cosiddetto IMS, Indice di Mobilità Sostenibile. 

 

La classifica vede ai primi tre posti Milano, con un IMS di 69,2, Firenze con 62,6 e Venezia con 57,5. Seguono Roma, Bologna, Torino, Brescia, Trento, Bergamo, Parma, Bolzano, Genova, Padova, Reggio Emilia, Trieste, Modena, Rimini e Piacenza. Le prime città non del centro-nord sono Cagliari diciannovesima seguita da Bari al ventesimo posto. L’ultima è Messina, con un Indice di Mobilità Sostenibile di 23,4, preceduta da Catania ferma a 23,6 e Siracusa appena sopra a 23,7.

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Fonte: http://www.agipress.it/

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Pubblicato 09/01/2023