Didascalia

Connectivity, autonomy, sharing e electric: sono questi i quattro trend destinati a rivoluzionare il mondo delle automotive. Assecondare questi trend rende la vettura più complessa e sofisticata, ma anche potenzialmente più vulnerabile a minacce e attacchi.

In un'auto che abbia così tanto hi-tech a bordo, ogni funzione è governata da una centralina elettronica connessa in rete con le altre. Per questo, aggiungere connettività, aumenta il rischio di potenziali attacchi ai diversi sistemi di controllo: al freno, allo sterzo e agli altri sistemi che governano l'auto.

Insomma, più funzioni aggiungiamo su una vettura, più aumentano i rischi di possibili problemi di sicurezza. I costruttori di veicoli sono consapevoli di quali ripercussioni possa avere un attacco informatico massivo sulle vetture, sia sull’integrità di passeggeri e guidatore, sia sull’immagine del marchio.

Lo scenario diventa ancora più preoccupante, se si pensa a una vettura dotata di guida autonoma, cioè governata da centraline in rete che possono definire, in autonomia, la dinamica della vettura. Se va bene, in caso di cyber attacco, si finisce trasportati in luoghi non desiderati, ma lo scenario peggiore è quello di un incidente. Stessa cosa per le vetture in sharing. L’elettrificazione è un discorso a parte: qui l'attenzione è puntata sui sistemi di ricarica, che oltre a permettere la ricarica delle batterie, aggiungono connettività remota alla vettura.

Legislatori e produttori stanno lavorando su una normativa per fronteggiare le minacce cyber, che regolamenterà in Europa, dal 2022, tutti i nuovi modelli. La normativa inserirà la certificazione del livello di sicurezza della vettura tra i requisiti omologativi: in pratica, non saranno più omologate vetture non aderenti a uno standard minimo di sicurezza.

 

Fonte: mobilita.news– 26 dicembre 2021

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Pubblicato 10/01/2022