Didascalia

Distrazione al volante causata dall'uso dei cellulari e dei navigatori, mancato rispetto delle precedenze, eccesso di velocità. Ma anche omesso uso cinture di sicurezza, guida sotto l’influenza dell’alcol: sono le principali cause degli incidenti stradali.
In Emilia-Romagna nel 2017 i decessi sulle strade sono stati 378, più di uno al giorno, dato preoccupante che invita a riflettere sulla necessità di sviluppare un’educazione stradale che rispetti la vita e la persona umana.
Con questo obiettivo sono stati creati tre "Quaderni", frutto della sinergia fra Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale e la Prefettura di Bologna, in collaborazione con il Comando provinciale dei Carabinieri di Bologna, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e la Sezione di Polizia stradale di Bologna.
I quaderni, presentati il 5 novembre presso la Prefettura, sono un agile strumento che unisce le regole del Codice della Strada alla semplicità del messaggio che punta molto sull'immediatezza delle immagini, corredate da didascalie comprensibili a tutti.
Al grido di "Occhio alla sicurezza!" ciclisti, pedoni e automobilisti vengono chiamati ad assumersi la loro parte di responsabilità. Sulla strada, infatti, non esiste la tipologia di utente buono o cattivo, ma l’utente rispettoso o irrispettoso delle regole.

Quaderno n. 1 - Ciclisti - Quando sei in sella, occhio alla sicurezza!
Come ti comporteresti se la tua bici avesse la targa? Un quesito che lancia una bonaria sfida a tutti i cittadini che si spostano con la bicicletta per ricordare loro che, pur essendo utenti deboli della strada, assieme ai pedoni, agli anziani e agli invalidi, devono adottare un atteggiamento collaborativo e modellare i propri comportamenti sulla base di precise regole.

Quaderno n. 2 - Pedoni - Quando cammini, occhio alla sicurezza!
Camminare è uno dei gesti più spontanei. Si cammina quando la destinazione scelta è vicina, quando si deve raggiungere una fermata del bus o andare a prendere il treno, quando non si hanno pesi particolari da trasportare, o per fare esercizio fisico.
Ma l'azione di camminare avviene all'interno di un contesto: la strada, da condividere con automobili, bici, motociclette, autobus.
Il pedone è un utente della strada particolare, perché non circola su un veicolo e non ha protezioni. Debolezza e vulnerabilità, tuttavia, non assolvono da qualsiasi responsabilità: il pedone non deve pensare che i segnali stradali non lo riguardino e che il proprio contributo nella creazione di condizioni di sicurezza sia ininfluente o nullo.

Quaderno n. 3 - Automobilisti - Quando guidi, occhio alla sicurezza!
Che un'automobile fornisca maggiore protezione rispetto alla bicicletta o all'andare a piedi è un dato di fatto: in caso di impatto con un veicolo, i pedoni e i ciclisti hanno decisamente la peggio. Assieme ad anziani e invalidi vengono infatti considerati "utenti deboli della strada". Ma ciascuno di noi può essere, in particolari momenti della giornata o della vita, un utente debole della strada, o può diventarlo. Capire che non si fa parte una volta per sempre della categoria "automobilisti" e porre l'accento sul corretto comportamento degli automobilisti, quindi, significa tutelare tutti, a partire dagli automobilisti stessi.

Fonte: mobilita.regione.emilia-romagna.it – 6 novembre 2018

Pubblicato 08/11/2018