Didascalia

Che rapporto hanno gli italiani con la sicurezza stradale? Come percepiscono se stessi e gli altri? In cosa ripongono più fiducia per avere delle strade sicure? In un settore in cui la ricerca e l’innovazione fanno progressi costanti per rendere reale una mobilità che includa mezzi a guida autonoma, oggi viviamo ancora in un contesto in cui il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore (dati Ocse) confermando quindi, per ora, l’essere umano come attore protagonista della sicurezza nell’ecosistema strada.
L’Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale, realizzato con l’istituto di ricerca ‘Euromedia Research’, ha posto queste e altre domande al fine di tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza per arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri.
La sicurezza stradale è quindi percepita come una questione di attenzione e di prudenza: due dei termini menzionati più frequentemente dagli intervistati quando si chiede loro di definire con una parola la “sicurezza stradale”, che secondo l’88,1% degli italiani è minacciata principalmente dalla distrazione e dalla trasgressione delle regole. I guidatori ritengono, infatti, che l’elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (per metà degli intervistati) seguito, con grande distacco, dai freni (un intervistato su dieci), dalla segnaletica stradale, dai sensori e i sistemi di guida assistita e gli pneumatici.
L’automobile è percepita dal campione del sondaggio come il mezzo più sicuro, seguito ‘dai piedi’ e dai mezzi pubblici. Solo quarte arrivano moto e scooter. Ciò significa che la gente usa le due ruote a motore ben conoscendo la loro pericolosità.

 

Fonte: dueruote.it - 8 aprile 2019

Pubblicato 13/04/2019