Da TTS Italia

Didascalia

Smog: il 78% degli italiani non vuole tornare alle condizioni del pre-lockdown

martedì, 16 giugno 2020

La maggioranza dei cittadini europei, e degli italiani in particolare, non vuole che le città ritornino ai livelli di smog precedenti la pandemia. Sono moltissime, secondo il sondaggio di YouGov pubblicato nei giorni scorsi, le persone in Europa pronte a sostenere profondi cambiamenti nella mobilità urbana che consentano di mantenere la qualità dell’aria sperimentata durante la quarantena, quando i livelli di inquinamento atmosferico si sono ridotti drasticamente.

Il sondaggio di YouGov ha analizzato la propensione di 7.545 abitanti di 21 diverse città europee, fra cui Milano e Roma, a modificare le abitudini precedenti alla pandemia. È emersa una fotografia chiara del desiderio degli italiani di cambiare aria nelle città: il 78% dei nostri connazionali – contro il 64% a livello europeo – vuole continuare a respirare aria pulita anche dopo la fine del lockdown. Gli abitanti di Milano e Roma battono di gran lunga la media europea quanto a consenso verso misure di riduzione del traffico e provvedimenti capaci di mantenere basse le concentrazioni degli inquinanti dell’aria. L’84% dei residenti nelle città italiane (84% Milano e 85% a Roma), chiede che vengano adottate misure che li proteggano dall’inquinamento, anche garantendo più spazio a chi cammina, alle bici e al trasporto pubblico.

L’esperienza cinese ci ha insegnato che, dopo il blocco, l’inquinamento è prima tornato ai livelli pre-pandemia, per poi peggiorare ulteriormente a causa del traffico legato al maggior numero di pendolari che hanno scelto di spostarsi usando l’auto. Sappiamo anche che la riduzione dello smog ha salvato 1.490 persone soltanto in Italia grazie alla migliore qualità dell’aria.

I residenti di Milano e Roma, il 79% e 76% rispettivamente, sono favorevoli all’adozione di divieti di ingresso in città delle auto e all’introduzione di aree a zero emissioni così da ridurre l’inquinamento atmosferico. Anche qui ampio distacco con il resto dell’Ue: il 63% degli europei in media auspica misure simili.

Ancora, a Milano il 68% e a Roma il 77% dei cittadini ritengono che si dovrebbe dare molto più spazio al trasporto pubblico realizzando corsie dedicate. Sia in Europa che in Italia circa l’80% degli intervistati non ha intenzione di smettere di utilizzare il trasporto pubblico, a patto che vengano adottate misure igieniche e distanziamento sociale a bordo.
Ancora di più colpiscono i dati raccolti fra i residenti di Roma e Milano riguardo alla mobilità attiva. Il desiderio di utilizzare la bicicletta per recarsi al lavoro è raddoppiato rispetto a quanto accadeva prima della pandemia a Milano (dal 17% al 33%) e a Roma (da 8% a 16%). Il 78% dei residenti del capoluogo lombardo e il 74% di quelli della Capitale auspica che venga dedicato più spazio pubblico all’uso della bici. E, con una percentuale appena inferiore, il 71% dei residenti in entrambe le città vorrebbe più aree e strade dedicate alla pedonalità.

Fonte: Eco dalle Città

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Euromobility: con lo smart working tremila tonnellate in meno di CO2

giovedì, 18 giugno 2020

Oltre 3.500 italiani hanno partecipato all’indagine di Euromobility sullo smart working. Sono 36 i milioni di km al giorno che lo smart working può fare risparmiare, la metà dei quali in auto.
Tremila tonnellate di CO2, settemila chilogrammi di ossidi di azoto e 600 di polveri sottili sono le emissioni evitabili con la diffusione del lavoro a distanza in Italia, in forma di smart working o del più tradizionale telelavoro.
È quanto emerge dallo studio di Euromobility basato sull’indagine condotta in Italia nei mesi di lockdown.

Il 47% dei cittadini intervistati si dichiara molto soddisfatto dell’esperienza di lavoro agile e il 45% abbastanza soddisfatto. Il 37% vorrebbe mantenere lo smart working il più possibile, mentre il 52% si augura di poter continuare a praticarlo almeno qualche giorno a settimana.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’indagine sullo smart working in Italia in periodo di coronavirus. E, se consideriamo che il 68% dei rispondenti ha dichiarato di utilizzare normalmente l’automobile per recarsi al lavoro, se non perderemo l’occasione, questo periodo potrà consegnarci città meno congestionate e una migliore qualità della vita e del nostro tempo.

In conclusione, la diffusione del lavoro a distanza è in grado di portare indubbi benefici alla collettività sul piano energetico, ambientali e di riduzione della congestione. Ma anche al datore di lavoro, in termini di consumi, di spazi di lavoro ed eventuali benefit, e al lavoratore, da un punto di vista economico, di tempo e qualità della vita.

Tutti i dati della ricerca sono disponibili all’indirizzo www.euromobility.org/smart-working/.

Pubblicato 18/06/2020